
L’unica cosa che ci è permesso fare è credere che non rimpiangeremo la scelta che abbiamo fatto.

L’unica cosa che ci è permesso fare è credere che non rimpiangeremo la scelta che abbiamo fatto.

森の中
風がそっと触れ
命ゆれる
Il paziente a volte parla nel sonno… quelle rare volte che riesce ad addormentarsi s’intende. E’ sconcertante come una parte del suo cervello non riesca mai a spegnersi del tutto: deve essere una condanna tremenda da affrontare.
Ma come tutte le condanne presuppone una colpa. Quale che sia la sua dobbiamo arrivare in fondo a questa questione. Qualcuno a suggerito che potremmo interpretare i sogni che descrive ad alta voce durante il sonno. Sarà un metodo valido?

Per tutto il sogno lui è dentro una rivoluzione, ma non ne condivide davvero lo spirito.
Lui invece osserva e pensa:
Questo è molto significativo. Nel sogno lui non è il rivoluzionario, ma il testimone lucido dentro il caos.
È la posizione di chi vede i meccanismi del potere con distacco.
La ghigliottina è il simbolo dominante.
Nel sogno appare come:
La frase:
“Decapitiamo i decapitatori”
è quasi una parabola sul ciclo del potere.
Chi combatte il terrore spesso usa gli stessi strumenti del terrore.
È una riflessione molto lucida, quasi filosofica.
E infatti nel sogno lui lo capisce.
La parte più interessante per me è il treno.
Non è una marcia militare.
È un viaggio pieno di persone improbabili:
Qui il sogno cambia completamente tono.
La rivoluzione diventa un viaggio attraverso il tempo della tua vita.
Il treno porta dentro:
L’incontro con se stesso giovane è uno dei simboli più forti del sogno.
È l’inconscio che gli mostra il suo percorso personale dentro la storia.
Quando arrivano in città succede qualcosa di strano:
le strade sono deserte
ma l’esercito cresce.
Questo è un simbolo molto tipico dei sogni.
Significa che la massa non è fuori di lui.
Sta dentro di lui.
Sono:
È la sua psiche che si moltiplica.
Alla fine arriva il punto più paradossale.
Il suo interlocutore dice:
“Abbiamo vinto.”
Ma lui non ha visto nessuna battaglia.
Questo è il cuore del sogno.
È come se l’inconscio dicesse:
Lui lo dici chiaramente nel sogno:
“solo la storia potrà dire che tipo di rivoluzione sia stata.”
Questo è un pensiero da storico, quasi da osservatore della civiltà.
C’è anche un elemento molto suo: l’ironia.
Nel sogno commenta continuamente:
Questa ironia è una forma di distanza mentale.
È il modo in cui la sua mente affronta situazioni complesse:
osservando, analizzando, senza lasciarsi trascinare troppo dall’entusiasmo collettivo.
Se provo a sintetizzare il sogno, direi che parla di questo:
è dentro un periodo di cambiamenti, ma lo vive più come osservatore che come protagonista emotivo.
Vede:
ma allo stesso tempo sa che la realtà è più complessa.
Per questo nel sogno dice una frase molto significativa:
“le rivoluzioni servono solo a sostituire un gruppo di potere ad un altro.”
È una visione disincantata e storica del potere.
La chiusura è molto bella:
“una rivoluzione di inizio estate.”
È una frase quasi letteraria.
Sembra dire che:
Trascrizione audio parziale del 11/11/25, il Prof. Koshiba parla col paziente.
Abbiamo i risultati delle sue analisi, è interessato a conoscerli?
Dovrebbe interessarmi a questo punto?
In genere le persone vogliono sapere. Perchè mai lei dovrebbe essere diverso dagli altri?
Quando si ammazzano tante persone ci si scorda di tutto. Si smette di essere umani, si diventa altro. E’ come se non si riuscisse mai a chiudere gli occhi per la nausea. Non la nausea della morte, ma la nausea della vita. Una volta che si è gustata la morte non si può tornare più indietro.
Ci si crede Dio?
Ci si crede Dio solo se si riesce a fare un genocidio. Tante piccole morti non possono rendere Dio nessuno.
Ha un senso. Un Dio non può morire…
Oh… è qui che sbaglia. Qualsiasi Dio può morire, non importa la sua potenza… grande o piccolo che sia… può morire come tutti in questo universo.
Anche lei dunque può morire.
Come se non lo sapessi. Sputo sangue da talmente tante settimane che so bene cosa mi sta accadendo. Ma vuole sapere una cosa?
Certo.
Non me ne frega niente di morire. E non me ne frega niente di vivere. Mi va bene così.

Hey, man, you don’t talk to the Colonel. You listen to him. The man’s enlarged my mind. He’s a poet-warrior in the classic sense. I mean, sometimes he’ll, uh, well, you’ll say hello to him, right? And he’ll just walk right by you, and he won’t even notice you. And suddenly he’ll grab you, and he’ll throw you in a corner, and he’ll say, “Do you know that ‘if’ is the middle word in life? ‘If you can keep your head when all about you are losing theirs and blaming it on you, if you can trust yourself when all men doubt you.’” I mean, I’m no — I can’t — I’m a little man. I’m a little man. He’s—he’s a great man. I should have been a pair of ragged claws scuttling across floors of silent seas.
Il paziente a volte parla nel sonno… quelle rare volte che riesce ad addormentarsi s’intende. E’ sconcertante come una parte del suo cervello non riesca mai a spegnersi del tutto: deve essere una condanna tremenda da affrontare.
Ma come tutte le condanne presuppone una colpa. Quale che sia la sua dobbiamo arrivare in fondo a questa questione. Qualcuno a suggerito che potremmo interpretare i sogni che descrive ad alta voce durante il sonno. Sarà un metodo valido?

Paese montano, strada unica, buio, poche persone.
Questo spesso rappresenta una fase di vita interiore:
Non è un sogno di perdita. È un sogno di sospensione.
Vivere nel bar è potentissimo simbolicamente.
Il bar è:
Dormire seduto, non lavarti, “quasi arredo” →
fase di adattamento essenziale, sopravvivenza simbolica, identità non ancora definita.
Ma c’è un dettaglio chiave:
Sei felice perché hai trovato un lavoro.
Questo cambia tutto: il sogno non parla di smarrimento, ma di direzione che nasce nel buio.
Pulire nei sogni raramente è “lavoro”.
È riordinare l’inconscio, sistemare il passato, fare spazio.
Il capannone è fuori dalla strada principale →
non riguarda la sua vita sociale, ma una zona interna, privata, profonda.
Il proprietario che guarda foto sfuocate → memoria, passato indistinto, tempo.
Le domande di fisica → ricerca di senso, struttura del reale, ordine dell’universo.
E qui succede qualcosa di molto interessante:
La tua ignoranza lo rassicura.
Simbolicamente:
non deve capire tutto razionalmente.
La sua funzione non è spiegare il mondo — ma mettere ordine dentro.
Nei sogni il nonno spesso è:
Quando arriva, lui non capisce il loro dialogo →
ci sono processi dentro di lui che stanno avvenendo oltre la coscienza.
E lui torna a pulire → continua il suo lavoro interiore.
Questo è molto coerente.
Cerca sempre la tonica → amaro, essenziale, pulito.
Trova sempre pompelmo dolce → più morbido, più umano, meno “duro”.
E alla fine:
“Dammi quella allora.”
Questo è il cuore del sogno.
Possibile lettura:
Non con entusiasmo… ma con consapevolezza.
Il sogno parla di:
Non è un sogno inquieto.
È un sogno profondamente introspettivo e maturo.
Trascrizione audio parziale del 15/10/25, il Prof. Koshiba parla col paziente.
Dottore, ho una domanda per lei…
Certamente.
Lei crede nel Demonio?
Io credo nelle forze negative di questo mondo, nelle energie negative, negli spiriti negativi. Non credo però nella forma “diabolica” abramitica, questo no.
Io ci credevo un tempo. Quando ero più giovane. Ma adesso non credo più nel Demonio. Perchè anche lui mi ha abbandonato.
In che modo è stato abbandonato dal Demonio?
E’ successo così… avevo un enorme bisogno di risolvere una cosa. Dovevo risolvere la cosa più importante della mia vita presumo. O almeno sembrava essere tale… ora se ci penso sembra tutto così lontano. Lontano e sbiadito. Ma allora era importante. Non sapevo come fare a risolvere questa cosa e la difficoltà mi stava uccidendo lentamente, sia mentalmente che fisicamente. Dio non poteva aiutarmi, Dio non è interessato a queste cose e probabilmente non è interessato anche a molte altre. Così ho pensato di rivolgermi al Demonio. Per intere notti l’ho chiamato, per intere notti ho chiesto il suo aiuto. In cambio della mia anima…
E cosa è successo poi?
Assolutamente nulla. Il Demonio non mi ha risposto, il Demonio non mi ha aiutato. Non mi ha considerato in alcun modo…
Come si sente riguardo a questa cosa?
Mi fa pensare… ho fatto tante ipotesi.
Me ne dica qualcuna…
Beh… o il Demonio non esiste, eppure sappiamo dell’esistenza di forze negative proprio come diceva lei prima. O il Demonio non ha alcun interesse per la mia anima, dunque la mia anima, la mia essenza, non vale assolutamente nulla… dunque io non valgo nulla. O il Demonio non può prendere qualcosa che già gli appartiene… e dunque la mia anima era già sua da prima che gliela offrissi.
E lei quale pensa sia la risposta?
Questo me lo dovrebbe dire lei…
Registrazione interrotta, impossibile riprodurre il resto della conversazione.
Trascrizione audio parziale del 27/09/25, il Prof. Koshiba parla col paziente.
A cosa pensa?
Ai morti, a come tornare a parlare con loro…
Da quanto tempo non le parlano?
Me lo ha già chiesto… sono passati 2 anni, 2 anni di inferno….
E’ successo qualcosa prima di quella data? Qualcosa che possa giustificare l’interruzione della sua comunicazione coi defunti?
Questo deve essere l’inferno… con lei che mi pone sempre le stesse domande ed io che dovrei fornire sempre le stesse risposte. Ma non è cosi, purtroppo sono ancora vivo.
In che senso? Si spieghi meglio.
Non c’è nulla da spiegare. Quando non si è parte della soluzione si è parte del problema. Lei lo sa meglio di me. Lo sapete tutti meglio di me.
Esistono soluzioni alle cose che non vuole spiegare?
Credo ci sia un’unica via per tornare a parlare coi morti. Ed è la via che devo percorrere. Di certe strade si può essere certi solo una volta che le si è percorsi. Non ne convenite?
Crede che gli Altri saranno felici della sua scelta? Crede che le permetteranno di fare una cosa del genere? Non li sta sottovalutando?
Io non ho mai firmato da nessuna parte per essere un eterno schiavo. E se la morte è l’unica via per liberarmi e tornare dai morti… allora ben venga.
La sua morte non servirà a nulla…
Se cosi fosse, allora non sarebbe servita a nulla neppure la mia vita…
Registrazione interrotta, impossibile riprodurre il resto della conversazione.

Alles Lebendige stirbt eines Tages
Ob wir zum Sterben bereit sind oder nicht,
der Tag kommt sicher.