Sturm und Drang: Concessioni

L’unica cosa che ci è permesso fare è credere che non rimpiangeremo la scelta che abbiamo fatto.

Il viaggio: 27 Marzo 2026

Sentire un cappio che si stringe intorno al collo, sempre più stretto ad ogni ora del giorno. Mentre il demonio gioca a carte coi vermi per spartirsi le tue carni nel futuro a venire. Mentre fuori tutto tace ed il mondo continua ad andare avanti nelle sue follie.

Ed è lì che scopri di non contare. Ed lì che scopri che nessuno conta fintanto che è in questa dimensione. Non c’è nulla che si possa fare per andare contro questa marea. La marea di morte non è arginabile. Essa avvolge tutto sin dai primordi dell’esistenza. Il tempi è una convenzione, ma diventa un inutile limite auto imposto. La libertà? E’ un sussulto che dura i pochi secondi che precedono l’ultimo respiro.

Sehnsucht: nota 12

La prima intuizione è sempre quella giusta. Troppe volte lasciamo che sia il pensiero a distoglierci dalla realtà che percepiamo attorno a noi, restando succubi di decine di ragionamenti inutili, sterili e fuorvianti. E così la prima decisione, quella corretta, viene abbandonata per una diversa, se non sbagliata di sicuro meno corretta. Quello che determina questa situazione è la nostra incapacità di ritenere possibile un evento dopo una brevissima analisi. Eppure al primo sguardo, al primo istante, avevamo scelto in modo corretto.

Quando osservo il paziente non posso fare altro che immergermi in questi ragionamenti. Anche se possono sembrare futili non lo sono affatto. Come scriveva, giustamente, Friedrich Nietzsche: “La «ragione» è la causa per cui falsifichiamo la testimonianza dei sensi”.

Quanto sarebbe più semplice la nostra esistenza se tornassimo ad essere più simili alla nostra forma primitiva rispetto a quella, cosiddetta, evoluta? Ecco, credo che il nostro paziente si senta esattamente in questo modo… e forse non mi sento di biasimarlo del tutto.

In nessun luogo del pianeta vedo esseri umani realmente liberi. Trovo solo diverse gradazioni di schiavitù che tengono incatenate la vera natura dell’umanità. Offuscati dalla «ragione» i piccoli ominidi cercano di raggiungere libertà velleitarie che non faranno altro che portarli sempre più a fondo, nell’oceano buio dell’inesistenza. È inevitabile. O almeno continuerà ad esserlo fintanto che ignoreremo le nostre primissime intuizioni durante il giorno.

Non è forse ciò che pensa anche lui? Mi sto trasformando in lui a forza di osservarlo? Sono il prossimo lui? Avrò anche io una Kyoka a cui tornare?

La miglior prova per rendersene conto è tornare laddove si è fatto un grosso errore tempo prima, sedersi lì e rivivere la primissima sensazione, quella che si è deliberatamente ignorata, dopo di che riflettere su tutti i danni causati da quel semplice errore.