Sturm und Drang: Concessioni

L’unica cosa che ci è permesso fare è credere che non rimpiangeremo la scelta che abbiamo fatto.

Sturm und Drang: Jack the ripper

And if it’s the last

Thing I ever do

I’m gonna get you

Sturm und Drang: Resurrezione

Il momento è giunto, dopo la spasmodica attesa di questi secoli di infernale buio. Il momento del ritorno alle origini, del ritorno alla natura, del rifiuto compatto dell’epoca moderna con le sue aberrazioni. Ora, qui, adesso. Ritrovare la purezza e la bellezza perdute a causa dell’opera contaminatrice degli uomini servi della Bestia.

Abbandonate per sempre questa società, questo mondo di finzioni, questa agonizzante società di guitti e di meschini servitori avidi.

Tornare in mezzo agli alberi e comunicare con loro, innalzare a loro le grandi preghiere dimenticate dal tempo, ricostruire con cuore puro un mondo nuovo, nel quale non trovino più spazio le loro parole d’ordine infami.

Sturm und Drang: Marcovaldo

Ci sono quelle giornate in cui, osservando la pazzia del mondo, mi domando cosa farebbe Marcovaldo in mezzo a questo improbabile susseguirsi di eventi.

Un tempo leggendo Marcovaldo lo consideravo un buffo omino al di fuori del mondo, qualcuno di lontano, appartenente ad un’Italia che sentivo lontana. Ad un mondo che sentivo lontano.

Ora so che era il mondo ad essere lontano da Marcovaldo, come da tutti noi.

Siamo tutti dipendenti della Sbav, i più fortunati ne sono felici e contenti… i più non potrebbero chiedere di meglio.

Io continuo a guardare il mondo con aria malinconica, come faceva Marcovaldo, con la consapevolezza che la verità sia altrove… lontano da qui.

La verità è lontana da tutti voi.

La verità non appartiene mai agli schiavi.

Sturm und Drang: L’alveolo delle risposte

Hanno infinite domande, ma non sono pronti per ricevere le risposte.

La menzogna è la risposta che reputerebbero accettabile.

La menzogna è ciò di cui hanno bisogno.

Esistono risposte che non possono essere comprese da coloro che camminano, dormienti, per il mondo, condannati ad una vita di pura materia, sterile ed informe. Non hanno futuro se non nel passato dei loro ricordi. E quando tutto sarà finito di loro non resterà neppure la polvere della Genesi.

Non esistono risposte per i ciechi, per i sordi e per i muti che si illudono di essere le tre scimmiette sagge del santuario di Toshogu.

Non esistono risposte…

Risposte poi a cosa?

Hai le risposte?

Risposte a chi?

A quando le risposte?

Non esistono risposte…

Eppure dovevo dare delle risposte…

Ma poi risposte a chi?

Rifletti prima di dare delle risposte.

Dai tutte le risposte.

Sempre che vi siano delle risposte…

Ma risposte per chi?

Non esistono risposte…

Forse un giorno avrò le risposte…

Forse un giorno avrai le risposte…

Risposte…

Non esistono risposte…

E se la risposta fosse sempre la stessa? Per ogni cosa.

Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;

finché tornerai alla terra,

perché da essa sei stato tratto:

polvere tu sei e in polvere tornerai!

(Genesi 3,19)

Sturm und Drang: Das blut ist leben

Nel sangue e nelle radici troviamo l’armonia della nostra natura, nel rinnovato legame col mondo antico rinasciamo e diventiamo portatori di luce eterna. Illuminiamo il cammino con la nostra luce interiore, cantando le canzoni dei nostri avi e dei popoli che furono.

Custodi eterni dell’antica sapienza e dell’antica storia, raccogliamo le testimonianze divenute leggende e tracciamo su bianche pagine segni a perpetua memoria. Informare, testimoniare, trasmettere… questi i nostri compiti, affinché si recuperi l’autentica essenza dell’umanità.

La verità è lontana dagli affanni di questi tempi meccanici, bisogna saper osservare, saper ascoltare, avere il cuore pronto a grandi balzi e la mente aperta, non al progresso bensì alla conservazione. Anzi… al recupero. Nella forza della tradizione e con l’aiuto degli antichi Dei.

Sturm und Drang: carne

Da tempo ho smesso di chiedermi se le persone che incontro siano buone o cattive.

Mi chiedo solo che sapore abbiano…

Sturm und Drang: Preservare il tutto

Dell’origine di tutte le cose ci si domanda spesso, più al di fuori della religione che all’interno di essa, questo perché l’uomo senza spiritualità soffre di un vuoto che cerca di colmare con la scienza vanesia.

Camminando nel mondo, lontano dagli uomini e dai loro abbagli, non ci si pone mai questa domanda poiché essa dimostra tutta la sua inutilità… tutta la sua vanità.

La vera domanda è “come posso preservare?“… solo questo è importante. Preservare il tutto.

Sturm und Drang: Una ruota che gira

La storia del mondo è una ruota che gira, riproducendo nei millenni quello che accade nella vita di ogni singolo animale e pianta del pianeta. L’età dell’oro, dei primordi, dei paradisi universali, dell’infanzia, dell’apprendimento e della scoperta… che poi diventa maturità, disincanto se non disinteresse, allontanamento dal mondo, dalla natura, dalle cose buone… sacrificate sull’altare di esigenze aleatorie. Cosa rimane della bellezza del primordio quando si è sulla strada del tramonto?

Si decade… il corpo, la società, le cose umane, i vizi e le virtù, le idee e le innovazioni, tutto decade un giorno dopo l’altro. Non si migliora col tempo, non è nella natura delle cose, la natura delle cose è progredire sino a spegnersi, arrivare sino al culmine per morire. E’ la morte la natura delle cose e quanto più ci avviciniamo alla fine tanto più il progresso ha il sapore della morte… della carne e dello spirito.

L’eterno ritorno delle nostre anime in questo mondo, senza alcuna memoria delle ere passate, è la condanna inflitta ad ogni generazione per la presunzione di essersi voluti innalzare ben oltre al lecito.

Divenire è marcire… e non necessariamente è un male.

Sturm und Drang: Domanda utile

Ogni tanto è un bene che ci venga chiesto chi siamo e di cosa ci occupiamo.

È nel trovare le risposte a queste domande, dentro di noi, cercando di non rivelare troppo a chi non è addentro al nostro mondo, che ricostruiamo la verità su noi stessi e sul nostro percorso.

Esistiamo più in quel momento che in moltissimi altri.

Sturm und Drang: In quel palazzo in mezzo al parco…

Il parco è un posto che conosco, ma non ricordo in quale città si trovi…

Il palazzo è un posto che conosco, ma non ricordo in quale parco si trovi…

La finestra è un qualcosa che conosco, ma non ricordo in quale palazzo si trovi…

La donna è qualcuno che conosco, ma non ricordo da quale finestra si affacci…

È tutto sbiadito come in un sogno, perché in fondo proprio di un sogno si tratta e lo so bene, mentre mi allontano a piedi, di notte, in un quartiere che non conosco diretto ad una casa che non ricordo.

Perso… questa è la parola giusta. Perso ancora ed ancora.

Sturm und Drang: Impara l’arte…

Il fucile è la prima arma che si impara ad usare perché ti permette di mantenere una certa distanza dal cliente. Più ti avvicini a diventare professionista, più riesci ad avvicinarti al cliente. Il coltello per esempio, è l’ultima cosa che si impara.

Sturm und Drang: Il passaggio da sud-ovest

Sognare i morti è come tornare indietro nel tempo, questo quando li si sogna al passato. Ma quando i morti si inseriscono nel presente, allora il sogno svanisce e la realtà si mischia irreparabilmente a ciò che avrebbe potuto essere, ma non è stato.

Ci sono cimiteri per i morti e ci sono cimiteri per le cose che non abbiamo mai detto o fatto.

Nei primi cimiteri andremo alla fine dei nostri giorni, nei secondi ci finiamo ogni maledetta notte…

I più fortunati rimangono gli idioti che vivono senza rendersi mai conto di nulla, la cui morte sarà solo una parentesi nel vuoto cosmico delle loro esistenze.

“È meglio essere infelici, ma sapere, piuttosto che vivere felici… in una sciocca incoscienza.” (Fëdor Dostoevskij)

Sturm und Drang: Questione di rispetto

Mi chiamo Charly Matteï e sto per ucciderti, a viso scoperto. È una questione di rispetto. Devi sapere chi ti uccide e devi sapere perché muori. Lo sai perché muori Bastian?

Non si fanno i conti con il passamontagna, è come spedire lettere senza mittente.

È un assassinio, capisci la differenza?