Sturm und Drang: Il ciclo dell’eterno ritorno

Il nuovo inizio è un passaggio all’insegna della natura, degli spazi aperti e delle grandi foreste del nostro mondo. È una traversata in mezzo al verde… verde che nulla ha a che spartire con il mediatico e decantato “green” … perchè ancora sappiamo distinguere i frutti della terra dalle storture dell’uomo, la bellezza del mondo dalla sete di ricchezza del capitalismo moderno. Il cancro non porta mai doni, il cancro non fa regali, il cancro non porta buone cose. Inutile illudersi.

Pur sapendo che oramai il non illudersi appartiene ad una sparuta minoranza di individui pensanti, lontani anni luce dalle distrazioni della modernità. Pochi vedenti circondati da milioni di ciechi. Se la vostra guida è la televisione non siete solo nel posto sbagliato… siete nell’universo sbagliato. Se la vostra fede nel sentito dire, nelle parolone dei presunti saggi, nelle verità preparate a tavolino e nei nuovi idoli è totale che cosa mai potreste cercare in mezzo al verde? Nulla. Estranei in una foresta che non siete in grado di percepire. Sordi al richiamo di ciò che conta. Sedotti dall’oscurità che divora questi tempi dannati.

Qui si viene per recuperare ciò che conta! Per sentire la vita scorrere nelle vene e lasciare che il proprio sangue, incontaminato, si mischi nuovamente alla terra. Qui non si domina la terra, non la si sottomette ai propri interessi, non si pretende di controllarla e possederla… qui semplicemente ci si sottomette a lei ed alla natura, accettando il proprio ruolo all’interno dell’ecosistema. Qui si recupera la visione primordiale delle cose, percorrendo strade sempre nuove alternate a strade già conosciute. E lo si fa sempre ad occhi aperti, ma non solo! Lo si fa lasciando che tutti i propri sensi possano cogliere ogni aspetto della meravigliosa realtà del pianeta.

Nei milioni di anni di storia del pianeta ci sono state tantissime forme di vita che sono andate e venute. Gli esseri umani seguiranno inevitabilmente la stessa sorte, perchè questo fa parte del ciclo naturale delle cose. La morte è naturale. L’estinzione è naturale. Il ciclo della vita è naturale. L’artefatto è l’abominio dei nostri tempi. E quando si gioca con l’abominio la catastrofe è dietro l’angolo.

“Felicità è trovarsi con la natura, vederla, parlarle.” (Lev Tolstoj)

Sturm und Drang: La perfezione del silenzio

La perfezione tutta risiede nella quiete programmata e silente della vegetazione selvaggia, laddove ogni movimento non possa far altro che provocare una cascata di rumori.

Ed è là che ogni animale è costretto a fermare i propri movimenti nell’ansia di non essere scoperto. E zitto, immobile, ascolta il mondo, scoprendolo realmente per la prima volta.

Infine riesce a sentire qualcosa nell’immensa pace: un battito. Il battito del proprio cuore. Ed allora, solo allora, impara a conoscere sé stesso. Ci vuole silenzio per potersi capire.

Sturm und Drang: L’importanza delle cose basilari

Spesso è nella semplicità che riscontriamo le grandi verità dell’esistenza.

L’animale gira nel bosco talvolta in solitaria talvolta in branco. Annusa l’aria, cerca tracce ed odori, va a caccia di cibo e di acqua. Procura nutrimento a se e ai suoi simili. Soddisfa bisogni primari, fondamentali al mantenimento della vita.

Non conosce il superfluo e l’inutile.

Gode della bellezza del creato. Non vi apporta modifiche devastanti, rispetta quello che ha intorno in modo istintivo, senza bisogno di insegnamenti, scuole, scioperi, dibattiti ed inutili trattati. Sa già tutto perché fa parte del tutto. Non ha scordato le cose importanti.

L’uomo invece dimentica tutto! Non è più in grado di badare neppure ai propri bisogni primari, tutto preso dalla realizzazione del superfluo, del commerciale, del materiale, dell’anarchia edonistica moderna.

L’uomo è spacciato, finito, anche se è ancora velleitariamente dominante. Nella realtà dei fatti dominato da un’eterna stirpe di mercanti.

Il tempo non è mai galantuomo e presto o tardi i conti saranno da saldare. Forse già da domani…