
Tornare da te è tutto ciò che conta…

Tornare da te è tutto ciò che conta…

路地の光
ひそやかな微笑み
何か残る

木漏れ日の中
軽やかな足音
森は聞く

Tutto quello di cui ho bisogno è la vibrazione della tua esistenza.

午後の光
語らぬ音の中
心やすらぐ

川の光に
心をほどけば
遠い記憶が
静かに流れる

二つの世界
微笑みとどまり
永遠の時

ガラス越し
レースと光に
夢芽吹く

L’unica cosa che ci è permesso fare è credere che non rimpiangeremo la scelta che abbiamo fatto.

森の中
風がそっと触れ
命ゆれる

山の中
君といるだけで
心澄む

京の夕
ふと見上げれば
君は花

古き道
心は軽く
君想う

大阪の朝
旅の終わりに
心やすらぐ

Continuo a guardare il paziente e continuo a farmi domande infinite, quasi fastidiose. Mi ammorba il suo ammorbarsi, mi infastidisce il suo infastidirsi, mi rammarica il suo rammaricarsi, mi ossessiona il suo ossessionarsi… ci sono momenti in cui mi rendo conto di osservarlo con lo stesso sguardo catatonico con il quale lui osserva le pareti della sua “stanza”. Lui guarda dei muri grigi, scrostati, ammuffiti, sporchi di vecchiume e merda. Mentre io osservo lui.
Lui è la mia “stanza”… chi è il malato dei due? Chi è il paziente dei due? Chi ha bisogno di aiuto in questo momento? A guardare i pazzi si diventa come loro? Pazzi?
Si stanno confondendo i piani esistenziali in questo posto. E mentre lui osserva le pareti io osservo lui… e mentre io osservo lui qualcuno osserva me da una telecamera. E così via… all’infinito… chi controlla i controllori? Chi siede in cima alla piramide alimentare?
Inizio ad avere sempre più domande e sempre meno risposte…