Il viaggio: 30 Aprile 2026

E se le pareti della cella improvvisamente implodessero? Se la materia stessa all’interno si disintegrasse? Se non rimanesse altro che pulviscolo cosmico o qualcosa di ancor più infinitesimale? Potrebbe essere un destino migliore di qualsiasi altro… se solo si realizzasse in un lasso di tempo abbastanza lento da rendere lo strazio della morte chiaramente avvertibile.

Ci vuole il tempo di comprendere le cose… anche per quelle più dolore. La sofferenza è giusta espiazione di ogni inutile chincaglieria della vita terrena.

Il viaggio: 27 Marzo 2026

Sentire un cappio che si stringe intorno al collo, sempre più stretto ad ogni ora del giorno. Mentre il demonio gioca a carte coi vermi per spartirsi le tue carni nel futuro a venire. Mentre fuori tutto tace ed il mondo continua ad andare avanti nelle sue follie.

Ed è lì che scopri di non contare. Ed lì che scopri che nessuno conta fintanto che è in questa dimensione. Non c’è nulla che si possa fare per andare contro questa marea. La marea di morte non è arginabile. Essa avvolge tutto sin dai primordi dell’esistenza. Il tempi è una convenzione, ma diventa un inutile limite auto imposto. La libertà? E’ un sussulto che dura i pochi secondi che precedono l’ultimo respiro.