Sturm und Drang: Il passaggio da sud-ovest

Sognare i morti è come tornare indietro nel tempo, questo quando li si sogna al passato. Ma quando i morti si inseriscono nel presente, allora il sogno svanisce e la realtà si mischia irreparabilmente a ciò che avrebbe potuto essere, ma non è stato.

Ci sono cimiteri per i morti e ci sono cimiteri per le cose che non abbiamo mai detto o fatto.

Nei primi cimiteri andremo alla fine dei nostri giorni, nei secondi ci finiamo ogni maledetta notte…

I più fortunati rimangono gli idioti che vivono senza rendersi mai conto di nulla, la cui morte sarà solo una parentesi nel vuoto cosmico delle loro esistenze.

“È meglio essere infelici, ma sapere, piuttosto che vivere felici… in una sciocca incoscienza.” (Fëdor Dostoevskij)

Sturm und Drang: Questione di rispetto

Mi chiamo Charly Matteï e sto per ucciderti, a viso scoperto. È una questione di rispetto. Devi sapere chi ti uccide e devi sapere perché muori. Lo sai perché muori Bastian?

Non si fanno i conti con il passamontagna, è come spedire lettere senza mittente.

È un assassinio, capisci la differenza?

Il viaggio: 18 Febbraio 2026

Sangue ed ancora sangue. Che maledetto scherzo del destino è mai questo? Come si possono recuperare le forze se tutto crolla da dentro e da fuori?

Siamo cibo per vermi, sangue destinato a marcire ed a rinascere per poi ri-marcire… in un ciclo infinito di decadente ingiustizia. Non è così che dovrebbero andare le cose. Ma le maledizioni sono difficili da spezzare.

Il viaggio: 11 Febbraio 2026

La sensazione che qualcosa mi stia fuggendo tra le mani è netta. Come se stessi spostando la sabbia da una spiaggia all’altra… un movimento inutilmente perpetuo.

Ma so di essere nel giusto, come ho cominciato a cercare la strada per risistemare le cose ecco che la presenza maligna ha ripalesato la sua presenza.

Il mostro dell’abisso fiuta il pericolo ad abissi di distanza.