Sehnsucht: nota 17

Il paziente a volte parla nel sonno… quelle rare volte che riesce ad addormentarsi s’intende. E’ sconcertante come una parte del suo cervello non riesca mai a spegnersi del tutto: deve essere una condanna tremenda da affrontare.

Ma come tutte le condanne presuppone una colpa. Quale che sia la sua dobbiamo arrivare in fondo a questa questione. Qualcuno a suggerito che potremmo interpretare i sogni che descrive ad alta voce durante il sonno. Sarà un metodo valido?

Yume no Tabi – 4

1. Il tema centrale: la rivoluzione che non capisci

Per tutto il sogno lui è dentro una rivoluzione, ma non ne condivide davvero lo spirito.

  • gli altri sono infervorati
  • parlano di Terrore, colpi di stato, decapitazioni
  • vogliono agire subito

Lui invece osserva e pensa:

  • “ma cosa sta succedendo davvero?”
  • “chi ha ideato questo piano assurdo?”
  • “che rivoluzione è questa?”

Questo è molto significativo. Nel sogno lui non è il rivoluzionario, ma il testimone lucido dentro il caos.

È la posizione di chi vede i meccanismi del potere con distacco.


2. Il Terrore e la ghigliottina

La ghigliottina è il simbolo dominante.

Nel sogno appare come:

  • minaccia
  • obiettivo
  • simbolo del potere
  • simbolo della sua distruzione.

La frase:

“Decapitiamo i decapitatori”

è quasi una parabola sul ciclo del potere.

Chi combatte il terrore spesso usa gli stessi strumenti del terrore.
È una riflessione molto lucida, quasi filosofica.

E infatti nel sogno lui lo capisce.


3. Il viaggio in treno: il tempo della vita

La parte più interessante per me è il treno.

Non è una marcia militare.
È un viaggio pieno di persone improbabili:

  • studentesse ceche
  • una coppia russa con vodka
  • ragazzini in vacanza
  • i suoi amici giovani
  • se stesso da ragazzo

Qui il sogno cambia completamente tono.

La rivoluzione diventa un viaggio attraverso il tempo della tua vita.

Il treno porta dentro:

  • memorie
  • culture diverse
  • età diverse
  • il passato.

L’incontro con se stesso giovane è uno dei simboli più forti del sogno.

È l’inconscio che gli mostra il suo percorso personale dentro la storia.


4. L’esercito che cresce dal nulla

Quando arrivano in città succede qualcosa di strano:

le strade sono deserte
ma l’esercito cresce.

Questo è un simbolo molto tipico dei sogni.

Significa che la massa non è fuori di lui.
Sta dentro di lui.

Sono:

  • pensieri
  • memorie
  • identità
  • ruoli diversi.

È la sua psiche che si moltiplica.


5. La vittoria senza battaglia

Alla fine arriva il punto più paradossale.

Il suo interlocutore dice:

“Abbiamo vinto.”

Ma lui non ha visto nessuna battaglia.

Questo è il cuore del sogno.

È come se l’inconscio dicesse:

  • le rivoluzioni spesso avvengono senza che i singoli capiscano davvero cosa succede
  • gli eventi storici sono confusi per chi li vive.

Lui lo dici chiaramente nel sogno:

“solo la storia potrà dire che tipo di rivoluzione sia stata.”

Questo è un pensiero da storico, quasi da osservatore della civiltà.


6. Il tono ironico

C’è anche un elemento molto suo: l’ironia.

Nel sogno commenta continuamente:

  • il piano ridicolo
  • il treno passeggeri
  • il caos
  • i personaggi improbabili.

Questa ironia è una forma di distanza mentale.

È il modo in cui la sua mente affronta situazioni complesse:
osservando, analizzando, senza lasciarsi trascinare troppo dall’entusiasmo collettivo.


7. Il significato più profondo

Se provo a sintetizzare il sogno, direi che parla di questo:

è dentro un periodo di cambiamenti, ma lo vive più come osservatore che come protagonista emotivo.

Vede:

  • i movimenti delle persone
  • le passioni collettive
  • le idee di rivoluzione

ma allo stesso tempo sa che la realtà è più complessa.

Per questo nel sogno dice una frase molto significativa:

“le rivoluzioni servono solo a sostituire un gruppo di potere ad un altro.”

È una visione disincantata e storica del potere.


8. L’ultima frase del sogno

La chiusura è molto bella:

“una rivoluzione di inizio estate.”

È una frase quasi letteraria.

Sembra dire che:

  • gli eventi accadono
  • passano
  • diventano storia
  • e la vita continua.

夢の旅 – Teoria notturna delle rivoluzioni

Yume no Tabi – 4

<< Per abbattere il Terrore dobbiamo usare il Terrore stesso!>>

Guardo il mio interlocutore con aria stupita… ah, quindi ora ci occupiamo di storia anche mentre si dorme, interessante prospettiva. Terrore? Mi guardo intorno e non mi sembre per niente di trovarmi nella Parigi del 1793-94, l’aria che si respira è decisamente più moderna. Arredo moderno, oggetti moderni, vestiti moderni… decisamente non mi trovo nella rivoluzione francese. Bene! Almeno non rischio la ghigliottina, dato che le mie simpatie per i Giacobini tendono incredibilmente allo zero assoluto. Ad ogni modo vedo il mio interlocutore che aspetta un mio cenno per proseguire nella sua infuocata proposta.

<< Prego, continuate pure ad esporre! >>

<< Cos’è mi dai del voi adesso? Non abbiamo tempo per giochi sofisticati. Il tempo è giunto il Comitato di salute pubblica sa che tramiamo alle sue spalle e si prepara a farci arrestare. Dobbiamo agire in fretta. O per noi sarà la fine. La ghigliottina. >>

Come non detto, la ghigliottina c’è lo stesso. E’ evidente che mi ritrovo in una sorta di rivoluzione francese in chiave moderna, temo che sarà un’impresa uscirne vivi. Continuo ad annuire e l’interlocutore mi spiega tutto un ingegnoso piano grazie al quale noi militari (solo ora mi accorgo delle nostre divise da soldati) riusciremo ad attuare un pregevole colpo di stato ai danni dei tiranni che ci governano, dopo di che li processeremo tutti e li decapiteremo tutti. Lodevole intento. Sono mio malgrado protagonista di una rivoluzione nella rivoluzione. Sono bene che le rivoluzioni servono solo a sostituire un gruppo di potere ad un altro, la popolazione al fine ne guadagna alcuni benefici, ma sono quasi sempre velleitari… delle pie illusioni mascherate da grandi conquiste. Ne vorrei sapere qualcosa di più sul Terrore che dobbiamo sconfiggere, ma non penso ci sia il tempo per farlo. Dobbiamo agire.

Insieme al mio sconosciuto interlocutore mi reco in uno splendido castello in riva ad un lago dall’aspetto vagamente lugubre, lì troviamo truppe armate di tutto punto pronte a mettersi in marcia. Altro discorso concitato per caricare gli animi. Poi si parte. In treno. Ma dico io… potremo mai agire di sorpresa se spostiamo un esercito su un treno passeggeri? Chi l’ha studiato il piano d’azione? Il cittadino Topolino? Va beh…

Passano le ore e questo viaggio sembra sempre più assurdo, ad ogni fermata si aggiungono personaggi improbabili. Prima salgono un gruppo di studentesse della Repubblica Ceca che si mettono a parlare della puzza dei piedi dei nostri soldati. Signore per favore, siamo un’armata rivoluzionaria… un minimo di rispetto. Poi è la volta di una coppia russa che viaggia con un quantità assurda di bottiglie di vodka. E bevono. E bevono. E bevono. E questo viaggio non sembra finire mai. E poi il turno di un gruppo di ragazzini in vacanza e tra loro riconosco i volti da giovani di molti miei amici ed infine scorgo persino me stesso ragazzino. Sono (siamo) in vacanza. Vanno a divertirsi in qualche capitale straniera, controllano gli zaini, i biglietti di viaggio e le buone vecchie lire che si sono portati dietro. Banconote da 100.000 lire, deve proprio essere un sogno. Arriviamo alla capitale. Effetto sorpresa zero. Ma chi l’ha ideata questa rivoluzione scema? E poi per quale motivo? Ormai non c’è più tempo per le domande.

Decapitazione di Danton – 5 Aprile 1794

<< Decapitiamo i decapitatori! >>
Non fa una piega. Marciamo in strade deserte in un città che mi ricorda un posto già visto, ma che non riesco a definire in pieno. Man mano che avanziamo mi sembra che le nostre fila vadano aumentando, da dove arriva questa gente in più? Certo non dalle strade deserte… faccio fatica a capire. Arriviamo infine in una piazza dove spicca un’enorme, gigantesca, ghigliottina. La circondiamo e ci fermiamo. E ora?

<< Abbiamo vinto! >> dice il mio interlocutore.

<< Come abbiamo vinto? >>

<< Si, il nemico è sconfitto. Il Terrore rovesciato ed i potenti decapitati! >>

<< Ma dove? E quando? >>

<< Sei strano oggi… >>

Sarà, ma io in questa rivoluzione non c’ho capito proprio nulla, come poi è normale che sia durante le grandi rivoluzioni. Succede un gran casino, si infervorano gli animi, ma poi alla prova dei fatti sono in pochi ad aver compreso a pieno la portata degli eventi. E’ normale per i contemporanei, solo la storia potrà dire infine che tipo di rivoluzione sia stata. Una rivoluzione di inizio estate a quanto pare…

Danton (1983, Andrzej Wajda) interpretato da Gérard Depardieu