Sturm und Drang: Das blut ist leben

Nel sangue e nelle radici troviamo l’armonia della nostra natura, nel rinnovato legame col mondo antico rinasciamo e diventiamo portatori di luce eterna. Illuminiamo il cammino con la nostra luce interiore, cantando le canzoni dei nostri avi e dei popoli che furono.

Custodi eterni dell’antica sapienza e dell’antica storia, raccogliamo le testimonianze divenute leggende e tracciamo su bianche pagine segni a perpetua memoria. Informare, testimoniare, trasmettere… questi i nostri compiti, affinché si recuperi l’autentica essenza dell’umanità.

La verità è lontana dagli affanni di questi tempi meccanici, bisogna saper osservare, saper ascoltare, avere il cuore pronto a grandi balzi e la mente aperta, non al progresso bensì alla conservazione. Anzi… al recupero. Nella forza della tradizione e con l’aiuto degli antichi Dei.

Sturm und Drang: La collina della Kitsune

Levate le odi agli antichi Dei delle nostre tradizioni, rigettando la mistica straniera dei deserti del mondo e delle vette innevate. Ritorniamo nei boschi rifuggendo gli abbattitori di alberi, figli dell’uomo e dell’antropocentrismo, le bestie marchiate dello scientismo e la progenie infetta dell’ateismo. Danziamo intorno agli alberi ed alla natura, accarezziamo la vita del mondo che fu e preserviamo la vita del mondo che verrà.

Non tutti gli alberi furono abbattuti dai nemici degli antichi Dei, molto sono ancora intatti, fanno sentire la loro voce a coloro che sono in grado di ascoltare. Il marcio del mondo striscia sul cemento e parla linguaggi suadenti, ma tra queste fronde noi saremo al sicuro, protetti dalle nostre antiche arti.

Feconderemo col sangue la terra ai piedi degli antichi Dei e da essa nasceranno nuovi virgulti, pronti a levarsi al cielo in una preghiera alle altissime sfere celesti, danzando nella notte di Norimberga e nel mattino di Praga. Noi viviamo nonostante i morti.