Il viaggio: 13 Gennaio 2026

In queste condizioni le notti tendono ad assomigliarsi tutte. Iniziano e finiscono allo stesso identico modo, senza soluzione di discontinuità. Sono infinite notti senza alcun sogno, il che è assolutamente anomalo.

Cercare di fare mente locale sull’incidente non è facile. Ricordo il buio, le ombre, qualche fotogramma confuso, l’odore del sangue, il dolore ed ancora le ombre.

Tra le tante cose devo comprendere anche come si sono svolti i fatti. Che cosa è successo veramente?

Prima ero convinto di aver commesso un mero errore, ma più ci penso e più me rendo conto che non può essere così. E’ successo qualcosa di diverso, c’è sicuramente stato un intervento esterno.

Un tradimento?

O un avvertimento?

Forse entrambe le cose insieme…

Il viaggio: 11 Gennaio 2026

Il recupero delle energie mentali non può prescindere dal recupero di quelle fisiche. Esercizio costante, alimentazione sana, rimozione dei vizi. Dovrebbe essere questo l’iter per poter ricominciare ad utilizzare le proprie potenzialità.

Immaginarsi di tornare al massimo in poco tempo è un’inutile spreco di speranza. Come per tutte le cose ci vuole del tempo. Il suo tempo.

Sembra in ogni caso che l’incidente sia avvenuto per un motivo ben preciso e dovrò fare in modo di indagare sulle sue case, oltre al doverne affrontare le conseguenze.

Non ci potranno essere altri errori.

Sehnsucht: nota 4

Il paziente continua a restare chiuso nella sua cella. Stiamo ancora dibattendo sul modo giusto di affrontare la situazione, stiamo ancora elaborando una via comunicativa efficace. Ma presto la teoria dovrà lasciare campo alla pratica… non si può congetturare all’infinito su qualcosa che non si sta neppure approfondendo.

Le registrazioni del passato possono anche essere utili. Quando chiariscono i misteri, non quando li infittiscono.

Il paziente è qui per un motivo.

Il paziente è qui per un problema. O forse più di uno.

Più lo osservo e più avverto una profonda inquietudine. Forse una volta anche lui era esattamente come noi. Forse un tempo faceva le stesse cose che facciamo noi. Forse una volta era uno di noi.

Ora è solo un’ombra buia in una stanza buia. Un’oscurità all’interno di un’oscurità più grande. Qualcosa che in fondo siamo tutti.

Sehnsucht: nota 2

I ricordi possono diventare un problema, questo è qualcosa di assodato e con cui tutti prima o poi devono confrontarsi. Pare che il nostro paziente abbia dei problemi coi ricordi. Non nel senso che ha problemi a ricordare, anzi… il suo problema potrebbe essere l’esatto opposto.

Forse ricorda troppo.

E’ solo una supposizione al momento. E’ troppo presto per giungere a delle conclusioni, considerando che il nostro lavoro non è neppure cominciato.

Eppure siamo rimasti tutti stupiti nell’apprendere come, in poche ore, il paziente sia riuscito a lasciare una traccia di se sul muro della sua stanza. O forse dovrei dire cella. Si, cella è più appropriato. Ha scritto “Ricordi” usando il sangue come inchiostro.

Il problema è che non si è ferito in alcun modo. Quindi da dove ha preso il sangue?

Ma la cosa ancor più allarmante è che le nostre telecamere non hanno ripreso assolutamente nulla di insolito. Stando alle immagini il paziente è sempre rimasto disteso nel letto, agitato si, ma comunque disteso.

Ci sarà tempo per capire.

Sehnsucht: nota 1

Il paziente è giunto presso di noi in pessime condizioni. Fisicamente sembra non avere problemi, ma la sua mente è totalmente instabile, alterna momenti di euforia ad attimi di immenso terrore. Facciamo fatica a comprendere ciò che dice, o meglio che tenta di dire… le sue parole sono sconnesse. I ragionamenti che elabora non sono lineari, salta da un argomento all’altro più volte durante l’elaborazione di una singola frase. Anche solo stargli dietro nell’ascolto si rivela difficile.

Da quello che ci è stato detto, il nostro compito è quello di entrare nella sua mente, comprendere l’effettiva natura del suo problema e trovare le tracce di quello che affermava quando aveva ancora un barlume di lucidità. Non hanno usato il termine tracce… hanno detto prove. Vogliono delle prove.

Non è qualcosa che si può comprare al mercato…

E non sappiamo neppure che cosa stiamo cercando.

Il viaggio: 2 Gennaio 2026

E’ difficile liberare la mente dai pensieri nelle ore prima del sonno. Il primo tentativo è andato completamente a vuoto per il continuo riproporsi di immagini frammentate, suoni, colori, pensieri ed altro ancora. Mantenere l’attenzione sul nulla per più di 5 secondi è stato pressoché impossibile. Questione di allenamento senza ombra di dubbio.

Ciò che prima appariva facile è diventato difficile dopo l’incidente. E il non aver avuto la forza fisica, di riaffrontare questo tipo di esperienze, ha fatto il resto. Ci vorrà del tempo per riuscirci.

Intanto domani ci sarà la luna piena e questo potrebbe favorire la cosa.