
手に温き茶
恋は黙して
檸檬の香

手に温き茶
恋は黙して
檸檬の香

青白の着物
珈琲の湯気に
午後が微笑む

川に雪
言われぬ君の名
手を温める

Qualcuno ha detto: Stai proteggendo l’amore che provi, dandogli una forma che non lo tradisca.

Tutto ciò che ami diventa inevitabilmente tutto ciò che amo.

ひとつひとつ消えてゆく雨の中 見つめるたびに悲しくなる 傘もささず二人だまっているわ さ

でもあなたに出会って
日々の眩しさを知って
まだ少しこわいけど
今踏み出せる気がしてるよ

好きだ 理由なんてないさ 目が離せないんだ あなたの光で 僕を照らして このすべて 心から 捧げるから
Non è facile comprendere a pieno le culture differenti e scoprire la “normalità” di certi gesti e di certi modi di pensare ed elaborare la propria vita. L’Occidente non è quasi mai in grado di comprendere la bellezza che si nasconde nelle altre parti del pianeta, ossessionato com’è dal desiderio di omologazione costante portata sino alle conseguenze più estreme. La cultura senza la cultura, l’arte senza l’arte, la vita senza la vita… queste le più grandi conquiste dell’Occidente. E di rimando ci portano a credere oggi che tutto è cultura, che tutto è arte e che tutto è vita. Ma è solo una macabra illusione. Ora la passione più grande dell’Occidente è da sempre quella di esportare il proprio modello di vita agli altri popoli, i quali dal canto loro ne farebbero volentieri a meno, e questa prassi va avanti da centinaia d’anni con le scuse più insulse, non da ultima la continua esportazione di democrazia-via-bombe. La prima fase consiste nel prendere il controllo di un paese lontano (mediante guerra o economia) poi si passa alla seconda fase che consiste nel cominciare a minarne le basi sociali e culturali per renderlo una perfetta macchinetta omologata e silenziosa. Così si fanno gli schiavi. Da sempre.
Cosa c’entra questo discorso col film in questione? Oh, c’entra tantissimo. La prima considerazione è che non è facile comprendere a pieno il Mishima scrittore e il mondo di cui ci parla, perché il Giappone che ci racconta è un mondo per noi sconosciuto, dove la vita delle persone si intreccia con considerazioni spesso lontane dal nostro occhio occidentale. Le scelte dei suoi personaggi, i loro pensieri, la loro bellezza e la loro inquietudine non sono sempre facili da “far nostre”. Quindi voler portare sullo schermo uno scorcio della vita e degli scritti di questo autore è un’impresa molto difficile, soprattutto se a farlo è un occidentale.

La storia ruota intorno a quattro elementi, quattro storie di vita, nelle quali si confondono gli scritti di Mishima e quella che è stata la sua vita reale. Ne esce un ritratto complesso di un mondo in cambiamento, di una nazione sconvolta dalle modifiche imposte dall’esterno e del drammatico conflitto interiore che si svolge nelle persone più sensibili. La distruzione e la morte per suicidio sono elementi centrali nella trama. Distruzione di ciò che è bello, di ciò che è tradizione, di ciò che è legame affettivo e di ciò che rappresenta la tradizione di un popolo; distruzione spesso apportata da elementi autoctoni ormai contaminati dal mondo capitalista. La crisi d’identità della generazione di Mishima arriva sino alle più estreme conseguenze. Si comincia con la distruzione simbolica delle tradizioni culturali in “Bellezza” e con quella dei legami uomo-donna in “Arte”. Si scopre che una generazione che prova a ribellarsi, ma destinata ad per uscire, da uno scontro impari, tremendamente sconfitta… questo in “Azione”.
Poi giunge l’estremo sacrificio. Quello che succede nell’ultima parte del film va al di là della finzione cinematografica e letterale, quello che viene riprodotto in “Armonia tra penna e spada” è la reale scelta di morte fatta da Yukio Mishima il 25 Novembre 1970. Non racconterò qui lo svolgimento dei fatti poiché chi conosce il Mishima scrittore ne conosce anche la fine, chi invece non ne sa nulla può cominciare col guardare questo film e con la lettura di alcune sue opere.


Vorrei essere una farfalla, per posarmi sulla tua mano ed osservarti mentre mi guardi.
Vorrei essere un soffio di vento delicato, per accarezzarti il viso al tramonto.
Vorrei essere un petalo di ciliegio per posarmi sui tuoi capelli e sentire il tuo profumo delicato.
Vorrei essere il verso di una poesia, per regalarti un’emozione mentre mi leggi.
Vorrei morire e reincarnarmi 8.000 volte, per trovare sempre forme nuove per starti accanto.

È il tuo nome l’ultima cosa che dico prima di addormentarmi e la prima cosa che dico al mio risveglio.

Ogni tua imperfezione crea la tua perfezione. Amo quel piccolo neo che hai sul orecchio sinistro. Ti rende unica.

Un tempo guardavo il cielo facendomi mille domande. Oggi, quando guardo il cielo, mi chiedo solo se anche tu lo stai guardando nel medesimo istante.
Il mio cielo pieno di domande e di bellezza sei tu.
愛してる

Un giorno ti regalerò un meraviglioso giardino, pieno dei tuoi fiori preferiti.
愛してる

あけましたおめでとうございます